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5.
L'intervento dell'Escopost La
permanenza sui 105,700 non fu però duratura.
L'Escopost (ufficio del Ministero PPTT delegato alla vigilanza sulle
radiofrequenze) dopo pochi giorni dall'inizio delle trasmissioni sui
105,700 ci contestò l'occupazione di una frequenza non consentita, con
la conseguente disattivazione dell'impianto e pagamento di una multa
di 36.000 lire (una grossa cifra per noi studenti del 1982).
Pochi mesi prima avevamo conosciuto Mario Albanesi che, insieme ai titolari
di alcune decine di radio romane aveva costituito l'Associazione Emittenti
del Lazio.
Ci rivolgemmo a lui, nella speranza che potesse darci una mano per risolvere
il nostro problema e riattivare al più presto le trasmissioni.
I suoi consigli furono preziosi e ci dettero nuovamente la carica giusta
per affrontare la nuova situazione.
Pochi giorni dopo trovammo, non senza difficoltà, una nuova frequenza
e riprendemmo le trasmissioni.
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