|
8. Le concessioni-burla
Nel
1990 fu varata la cosiddetta Legge Mammì che per la prima volta regolamentava
il settore radiotelevisivo, fino ad allora tenuto allo sbando dai Governi
succedutisi nel corso degli anni per consentire agli attuali "padroni" dell'etere
di rafforzarsi e spazzare via le emittenti più piccole a colpi di aumenti
indiscriminati e ingiustificati delle potenze di trasmissione.
Questa normativa costrinse le emittenti ad effettuare un censimento
delle frequenze per poi, in base
ai dati forniti, permettere al Ministero di rilasciare le concessioni
per poter continuare a trasmettere.
Ebbene, la stragrande maggioranza dei titolari di radio e televisioni
dichiararono di possedere impianti, potenze e frequenze non ancora
attive o con caratteristiche diverse rispetto a quelle operative in quel
preciso momento o addirittura postazioni in aree deserte! Il preciso
scopo di tali "falsificazioni" era quello di ottenere concessioni da
utilizzare in un secondo tempo o farne merce di scambio o di
compravendita, oltre che per ridurre all'impotenza le emittenti
concorrenti.
Poco prima del rilascio delle cosiddette concessioni, i Carabinieri
sequestrarono tutta la documentazione dei censimenti depositati
nelle stanze del ministero per controllare
eventuali "anomalie", Per effetto di tale "indisponibilità"
di documenti venne fatta una nuova richiesta alle emittenti di invio
delle dichiarazioni per non ritardare il rilascio delle concessioni.
I "pezzi" di carta senza valore non tardarono ad arrivare, ma in breve tempo
si assistette all'inspiegabile nascita di nuove emittenti, all'inspiegabile occupazione di frequenze
mai utilizzate dai dichiaranti (e nel contempo da anni fruite da
altri) e all'inspiegabile "fenomeno" di piccole emissioni che poi
crescevano di potenza. Molte radio e tv che invece non avevano "barato"
si videro improvvisamente interferite e impossibilitate a proseguire la
propria attività, tant'è vero che in molti casi si videro costrette a
svendere le proprie frequenze proprio agli interferitori-canaglia. Il
nuovo Far West delle antenne dopo quello dei primi anni '70 fu
creato ad arte dai soliti speculatori dell'etere con la consapevole (o
inconsapevole?) complicità del Ministero PPTT e dei suoi organi periferici di controllo (Circostel)
perchè questi ultimi non effettuarono una verifica preventiva dei dati
del censimento tramite un'attenta lettura delle dichiarazioni, atta ad
evitare il rilascio di concessioni "artefatte".
L'operazione concessioni praticamente si rivelò una una vera e propria
"burla", perchè non garantì l'uso esclusivo di una frequenza
alle emittenti e nè la certezza di avere un segnale protetto; nel contempo obbligò
tutti i concessionari al pagamento di salatissimi canoni e tasse, nonchè
al rispetto di oneri di programmazione così gravosi da sostenere che
risultò chiaro il piano del ministero di costringere alla chiusura il
numero più alto di emittenti!
|