9. Spazio Radio interferita

Gli effetti dei censimenti falsi incominciò a farsi sentire ben presto.
Spuntarono infatti nuove emittenti, nuovi segnali o piccole emissioni che poi crescevano di potenza, con il preciso scopo di "allinearsi" ai dati stabiliti negli atti di concessione. Molte radio e tv vennero quindi interferite e spesso costrette a svendere le proprie frequenze agli disturbatori-canaglia.
Per effetto della legge Mammì il Ministero delle Comunicazioni rilasciò la concessione per trasmettere sulla stessa frequenza 92,900 MHz a due emittenti: SPAZIO RADIO e Radio Olimpia. Quest'ultima, che chiuse l'attività alcuni anni fa, non aveva comunque mai arrecato importanti disturbi sul nostro segnale in quanto operante in una zona al di fuori di Roma. I problemi invece iniziarono quando RAIN - Radio Azzurra Italia Network (in origine Spot Radio) riposizionò la propria frequenza in concessione (93,000 MHz) sul nostro legittimo spazio in FM ( 92,900 Mhz).
Da quel momento per SPAZIO RADIO iniziò il calvario perchè RAIN, trasmettendo dalla sommità del Monte Gennaro (RM) con elevata potenza per giunta diffusa da un imponente sistema radiante, era perfettamente ricevibile nell'intera area urbana di Roma. Di contro la nostra SPAZIO RADIO, sempre rimasta fedele ai propri 100 Watt (sufficienti per coprire l'intera città di Roma) irradiati da un dipolo al centro di Roma, era praticamente ridotta al silenzio non potendo assolutamente competere con un "gigante" sulla medesima frequenza di trasmissione.
Negli anni a seguire il Ministero delle Telecomunicazioni e gli organi periferici, allora chiamati Circostel, consentirono a RAIN di modificare le condizioni di trasmissione (cambi di postazione, aumenti di potenza) i cui effetti aggravarono la situazione interferenziale a nostro danno. Le proteste più volte inoltrate presso gli organi competenti caddero nel vuoto e non ci fu alcuna possibilità di risolvere la problematica.
Un bel giorno, durante un controllo in stazione dei dipendenti ministeriali, ci venne contestato un aumento di potenza di 30 Watt con la conseguente notifica dell'ingiunzione a riportare la potenza stessa al valore censito. Il motivo del modestissimo incremento di potenza era legato esclusivamente alla necessità di compensare proprio i 30 Watt che si perdevano lungo il cavo d'antenna di 33 metri e a causa delle inserzioni lungo la linea di un wattmetro. La cecità degli ispettori del ministero, forti con i deboli e deboli con i forti, non permise loro di arretrare di un millimetro dalle loro pretese. Il livello di potenza fu quindi misurato all'uscita del "bocchettone" del trasmettitore e non dalla stessa uscita in prossimità dell'antenna (il cavo non amplifica il livello RF, bensì lo attenua sempre).
Fummo quindi rimasti vittime della nostra onestà ideologica e morale, forse gli unici in un settore dove ben pochi rispettavano le regole. All'atto del censimento del 1990 non prendemmo assolutamente in considerazione l'ipotesi di fornire informazioni inesatte o addirittura false. Altri "colleghi" (la stragrande maggioranza degli operatori radiotelevisivi) nel contempo invece dichiararono di possedere frequenze mai attivate, potenze con qualche zero in più, postazioni in aree deserte, ecc. con il preciso intento di ottenere concessioni da utilizzare in un secondo tempo o farne merce di scambio o di compravendita.

[ La Storia - Top - Home ]